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FV Francesco Vigni
Francesco Vigni

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Bandi e contributi per l'intelligenza artificiale nelle PMI: la guida 2026

Nel 2026 un progetto di intelligenza artificiale in una PMI si può finanziare soprattutto in quattro modi: i voucher delle Camere di Commercio, l'iperammortamento, la Nuova Sabatini e un voucher nazionale per il software in cloud. Alcuni si esauriscono in poche ore: conviene sapere prima cosa copre ciascuno e avere i documenti pronti.

In breve

StrumentoCosa copreSituazione a settembre 2026
Voucher delle Camere di CommercioTecnologie AI, consulenza e formazione, dal 50 al 70%Bandi provinciali: molti già esauriti, alcuni aperti o in arrivo
IperammortamentoSoftware e beni, AI compresa, con una maggiore deduzione fiscaleAperto, per investimenti fino al 30 settembre 2028
Nuova SabatiniFinanziamenti per software, tecnologie digitali e macchinariAperta
Voucher cloud e cybersecuritySoftware in abbonamento, anche con funzioni di AI, al 50%Domande dal 10 novembre 2026
EDIHProve prima di investire e formazione, a prezzi agevolatiServizi attivi

Non ci sono più, invece, il credito d’imposta Transizione 5.0 per i nuovi progetti (fondi esauriti a fine 2025), il credito d’imposta per l’innovazione tecnologica (terminato il 31 dicembre 2025) e il voucher del Ministero per l’Innovation Manager, che non ha un’edizione 2026.

1. I voucher delle Camere di Commercio

Sono lo strumento più adatto a un primo progetto: coprono anche la consulenza e la formazione, che le agevolazioni fiscali di solito escludono.

A luglio 2026 Unioncamere ha lanciato un programma nazionale 2026-2029 da 150 milioni di euro in tre anni, con contributi fino al 70% e un’attenzione esplicita all’adozione dell’intelligenza artificiale. Ogni Camera di Commercio però fa il proprio bando, con importi e date diversi, raccolti sul sito del Punto Impresa Digitale. Qualche esempio del 2026:

  • Romagna (Forlì-Cesena e Rimini): 50% delle spese fino a 10.000 euro, con un investimento minimo di 10.000 euro. Doveva restare aperto dal 22 luglio all’8 settembre, ma è stato chiuso il giorno stesso dell’apertura perché le domande avevano già superato i 500.000 euro disponibili.
  • Bologna: 50% fino a 10.000 euro, investimento minimo 5.000 euro, domande dal 10 al 17 settembre (bando).
  • Roma: 70% fino a 10.000 euro, investimento minimo 3.000 euro, domande dal 15 al 22 settembre 2026 (bando).
  • Lombardia: 50% fino a 10.000 euro, esaurito il giorno dopo l’apertura.

Cosa coprono

  • Tecnologie, con l’intelligenza artificiale citata espressamente, insieme a cloud, big data, sicurezza informatica e altre.
  • Consulenza: diagnosi digitale, piano di sviluppo, realizzazione dei progetti, anche sistemi di gestione dell’AI secondo la norma ISO/IEC 42001.
  • Formazione del personale su queste tecnologie.

Di solito sono esclusi siti web, computer e telefoni di base, marketing, gestionali ordinari e consulenze fiscali o legali.

Chi può essere il fornitore

È il punto che molte imprese scoprono tardi. I bandi ammettono solo alcuni fornitori per consulenza e formazione: centri di competenza, poli tecnologici, EDIH, incubatori certificati, Innovation Manager certificati o iscritti all’elenco di Unioncamere e, nei bandi di Romagna, Bologna e Roma, altri fornitori con partita IVA che abbiano svolto almeno tre incarichi per clienti diversi negli ultimi tre anni sulle tecnologie previste. Il fornitore non può essere collegato all’impresa né ai suoi soci e amministratori. Prima di firmare un preventivo, chiedi al fornitore in quale di queste categorie rientra.

Cosa serve per fare domanda

  • l’autovalutazione SELFI4.0, fatta nei tre mesi precedenti la domanda;
  • DURC regolare e diritto annuale pagato;
  • in alcuni bandi, come quello della Romagna, la polizza contro i rischi catastrofali che la legge rende obbligatoria per le imprese;
  • la domanda sulla piattaforma ReStart, di solito in ordine di arrivo.

Attenzione alle date: in Romagna, per esempio, i preventivi potevano essere del 2026 ma le fatture dovevano essere successive alla domanda. Chi aveva già fatto il lavoro non poteva chiedere il contributo.

2. L’iperammortamento 2026-2028

Ha sostituito il credito d’imposta Transizione 5.0 ed è regolato dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025) e da un decreto attuativo del maggio 2026. Vale per gli investimenti fatti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 e si prenota sulla piattaforma del GSE (pagina del Ministero).

Non è un contributo ma una deduzione maggiorata: il costo dell’investimento si deduce aumentato del 180% fino a 2,5 milioni di euro, del 100% tra 2,5 e 10 milioni, del 50% tra 10 e 20 milioni. Un esempio con numeri semplici: per una società soggetta a IRES al 24%, un software da 20.000 euro dà 36.000 euro di deduzioni in più, cioè circa 8.600 euro di imposte in meno nel tempo.

L’elenco dei beni immateriali agevolabili include espressamente l’intelligenza artificiale e il machine learning e l’«intelligenza artificiale avanzata»: AI generativa, agenti, MLOps, manutenzione predittiva, process mining. Tre limiti da conoscere:

  • secondo le prime interpretazioni vale per il software acquistato o in licenza pluriennale e collegato ai sistemi aziendali, non per gli abbonamenti in cloud;
  • non copre consulenza e formazione;
  • serve una perizia asseverata di un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo, o di un ente di certificazione accreditato, più una certificazione contabile.

3. La Nuova Sabatini

È aperta e rifinanziata dalla legge di bilancio 2026. Finanzia le PMI che comprano, anche in leasing, macchinari, hardware e software e tecnologie digitali, con finanziamenti da 20.000 euro a 4 milioni fino a cinque anni. Il Ministero dà un contributo calcolato su un tasso del 2,75%, che sale al 3,575% per gli investimenti in tecnologie 4.0. Serve per l’hardware di un sistema di visione in linea o per un server in azienda; consulenza e formazione non sono coperte.

4. Il voucher cloud e cybersecurity

È un voucher del Ministero per PMI e lavoratori autonomi (pagina ufficiale): copre il 50% fino a 20.000 euro di software in abbonamento, compresi i gestionali con funzioni di intelligenza artificiale, CRM e servizi di sicurezza, con un piano minimo di 4.000 euro. I servizi di configurazione sono ammessi fino al 30% del piano, la formazione no. I fornitori devono essere iscritti all’elenco approvato a luglio 2026. Precompilazione dal 20 ottobre 2026, domande dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.

5. Gli EDIH: provare prima di investire

Gli European Digital Innovation Hub sono centri finanziati da Unione europea e Stato che offrono alle imprese servizi a prezzo agevolato: prove di una tecnologia prima di comprarla («test before invest»), formazione, accesso a infrastrutture di calcolo. In Italia ce ne sono 16 finanziati. In Emilia-Romagna c’è ER2Digit, che riunisce ART-ER, Lepida e CINECA e offre anche prove su AI e calcolo ad alte prestazioni. Gli EDIH sono anche tra i fornitori ammessi dai voucher camerali.

6. Se il progetto è vera ricerca

Il credito d’imposta per ricerca e sviluppo (10%) resta, ma vale solo per attività di ricerca in senso stretto, non per l’adozione di uno strumento esistente. In Emilia-Romagna il bando regionale 2026 per i progetti di trasferimento tecnologico delle PMI accetta domande dal 24 settembre al 30 ottobre 2026: è adatto ai progetti di AI che richiedono sviluppo sperimentale, non a un primo assistente o a un’automazione documentale.

Regole che valgono quasi sempre

  • De minimis: la maggior parte di questi aiuti rientra nel tetto di 300.000 euro per impresa, calcolato sugli ultimi tre anni e sommando le imprese collegate.
  • Le spese fatte prima della domanda spesso non sono ammesse. Controlla la data da cui partono, che cambia da bando a bando.
  • Il fornitore non deve essere collegato all’impresa, ai suoi soci o amministratori.
  • Documenti in ordine: DURC, firma digitale, preventivi su carta intestata, fatture che descrivono il lavoro e riportano il codice CUP, pagamenti tracciabili.
  • Alcune misure si possono combinare, altre no: dipende dai singoli bandi, e va verificato con il commercialista.

Come prepararsi

  1. Definisci il progetto prima che esca il bando: processo, obiettivo, preventivo. Quando il bando apre non c’è tempo.
  2. Fai il SELFI4.0 e controlla DURC, diritto annuale e polizza catastrofale.
  3. Verifica che il fornitore sia ammesso e che non sia collegato all’impresa.
  4. Segui la pagina del Punto Impresa Digitale della tua Camera di Commercio: molti bandi 2026 si sono chiusi in poche ore, ma il programma dura fino al 2029.
  5. Dividi le voci: la consulenza e la formazione sui voucher camerali, il software acquistato e l’hardware su iperammortamento o Nuova Sabatini, se il commercialista conferma che si possono combinare.

Un progetto ben definito è anche quello che si finanzia più facilmente. Se vuoi partire da lì, la valutazione di un progetto AI serve proprio a scriverlo, e a capire quanto costerà: ne parla la guida ai costi.

Situazione verificata sulle fonti ufficiali al 18 settembre 2026. Bandi, importi e scadenze cambiano spesso: prima di decidere leggi il testo del bando e confrontati con il tuo commercialista.

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